Dopo l'entusiasmo iniziale, molte aziende si interrogano su come usare ChatGPT in modo sicuro e produttivo. Usi concreti, dati da non condividere e come scrivere una policy interna.
ChatGPT ha raggiunto 100 milioni di utenti in due mesi. Nelle aziende, i dipendenti lo usano spesso spontaneamente, senza che l'azienda sappia. Questo crea opportunita ma anche rischi: dati sensibili che escono dall'azienda, output non verificati che entrano in documenti ufficiali.
Cosa ChatGPT sa fare bene in azienda
Scrittura e editing: bozze di email, riformulazione di testi, semplificazione di documenti tecnici, traduzione. Risparmia ore ogni settimana per chi scrive molto.
Brainstorming e ricerca iniziale: generare idee, strutturare un piano, identificare angoli di approccio non considerati. Come sparring partner intellettuale, non come fonte di fatti.
Sintesi di testi lunghi: riassumere report, articoli, verbali, contratti. Molto utile per chi deve processare grandi volumi di testo.
Supporto alla programmazione: spiegare codice, suggerire soluzioni, debuggare. Con supervisione di un developer esperto.
Cosa non fare mai con ChatGPT
Non inserire mai: dati personali di clienti o dipendenti (GDPR), informazioni finanziarie riservate, segreti industriali, credenziali di accesso, strategie non pubbliche. Tutto quello che inserisci nel prompt potrebbe essere usato per addestrare versioni future del modello (a meno di usare la versione Enterprise o l'API con data opt-out).
Come scrivere una policy AI interna
La policy deve coprire: quali strumenti AI sono autorizzati e per quali usi, cosa non si puo mai inserire nei prompt, obbligo di verifica dell'output prima di usarlo in documenti ufficiali, responsabilita dell'utente. Deve essere breve, pratica e spiegata, non solo distribuita in PDF e dimenticata.
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